Dopo la pubblicazione: la manutenzione spiegata
La manutenzione di un sito costa, con me, tra USD 30 e 60 al mese (circa 28-55 euro): aggiornamenti tecnici, copie di sicurezza, controllo di sicurezza e piccole modifiche ai contenuti. A parte restano solo dominio e hosting, che paghi direttamente tu perché sono a nome tuo, in genere 50-100 euro l’anno in totale. In questo articolo ti spiego cosa succede a un sito lasciato a sé stesso, cosa copre davvero la manutenzione, e quando puoi legittimamente farne a meno.
Un sito non si rompe: si degrada
Il malinteso più comune è pensare che un sito pubblicato resti uguale per sempre. In realtà intorno al sito tutto si muove: i browser cambiano, le librerie tecniche ricevono correzioni di sicurezza, i certificati scadono, le normative si aggiornano. Un sito ignorato per due anni di solito funziona ancora, ma peggio: più lento, con avvisi di sicurezza, con un modulo che ha smesso di inviare email e nessuno se n’è accorto.
Quel silenzio è il punto: le cose si rompono senza avvisare. Il modulo di contatto che fallisce non manda una notifica; semplicemente i clienti smettono di arrivare e tu pensi che sia il mercato.
Cosa include la manutenzione, voce per voce
Quattro cose concrete. Aggiornamenti: le componenti tecniche del sito aggiornate quando escono correzioni, prima che le falle diventino porte aperte. Copie di sicurezza: backup automatici e periodici, conservati fuori dal sito, con ripristino provato (un backup mai provato è una speranza, non un backup). Controllo: verifica regolare che il sito sia su, veloce, e che i moduli inviino davvero. Piccole modifiche: cambiare un testo, una foto, un orario, un prezzo, senza tariffe a sorpresa.
Cosa non include: nuove funzioni e nuove sezioni, che sono progetti a sé con preventivo a parte, sempre per iscritto e sempre prima di iniziare.
Quando puoi farne a meno (dico sul serio)
Un sito vetrina statico, senza moduli critici, costruito con tecnologia semplice, può vivere a lungo con poca assistenza: è uno dei motivi per cui costruisco così i siti da USD 400. Se sai caricare una foto e cambiare un testo da solo, e accetti di chiamare solo quando serve, la manutenzione mensile non è obbligatoria.
Diventa invece irrinunciabile quando il sito incassa pagamenti, raccoglie dati personali (e con il GDPR la sicurezza non è un optional: una violazione va anche notificata), o è il canale principale da cui arrivano i clienti. Lì un giorno di sito rotto costa più di un anno di manutenzione. Ho scritto un pezzo dedicato ai costi complessivi in quanto costa mantenere un sito, e tutti i miei prezzi sono nella sezione prezzi.
Come funziona con me
Nessun vincolo annuale: la manutenzione si attiva e si disattiva con un messaggio. Ogni intervento fuori dall’ordinario ti arriva come proposta scritta prima, mai come riga in fattura dopo. E siccome dominio, hosting e codice sono a nome tuo, se un giorno vuoi passare la manutenzione a qualcun altro, lo fai senza chiedermi il permesso: ti consegno tutto documentato.
Domande frequenti
Ho un sito fatto da un altro: puoi fare tu la manutenzione?
Sì, dopo una revisione iniziale per capire com’è costruito e in che stato è. Se ci sono problemi seri te li dico prima, con un preventivo separato per sistemarli.
Le piccole modifiche hanno un limite?
Il buon senso: cambiare testi, foto, orari e prezzi rientra; ridisegnare una pagina no. Quando una richiesta supera il piccolo, te lo dico subito e decidiamo insieme.
Cosa succede se il sito viene compromesso?
Con backup esterni e aggiornamenti al giorno, il ripristino è questione di ore, non di settimane. È esattamente lo scenario per cui la manutenzione esiste.
Posso pagare solo quando serve, a intervento?
Sì, per i siti semplici è un modello sensato: paghi il singolo intervento con preventivo scritto prima. La mensilità conviene quando gli interventi diventano frequenti.
Se il tuo sito è online da più di un anno senza che nessuno lo controlli, fallo guardare prima che parli un cliente. Scrivimi su WhatsApp: in 48 ore hai diagnosi, prezzo e tempi per iscritto.