Dominio e hosting a tuo nome: non negoziabile
Il dominio del tuo sito costa tra 10 e 30 euro l’anno, l’hosting tra 30 e 80 per un sito normale. Cifre piccole, ma la domanda che vale migliaia di euro è un’altra: a nome di chi sono registrati? Nei miei progetti la risposta è una sola e non si negozia: a nome tuo. Sempre. Se uno sviluppatore o un’agenzia insiste per intestarseli, quella è una bandiera rossa, e in questo articolo ti spiego esattamente perché.
Cosa significa “a nome tuo”, in pratica
Il dominio è il tuo indirizzo (tuaazienda.it) e ha un intestatario registrato. L’hosting è lo spazio dove vive il sito e ha un account con email e password. “A nome tuo” significa: l’account del registrar e dell’hosting sono creati con la tua email, l’intestatario sei tu o la tua azienda, e le credenziali le hai tu. Io ci lavoro dentro come tecnico, con un accesso che puoi revocare quando vuoi.
La prova del nove è una domanda semplice: se domani litighi con chi ti ha fatto il sito, puoi cambiarlo con un altro fornitore senza chiedere niente a nessuno? Se la risposta è no, il sito non è davvero tuo.
Cosa succede quando è a nome di qualcun altro
Gli scenari li ho visti tutti. L’agenzia chiude e il dominio scade senza che nessuno avvisi: il tuo indirizzo finisce all’asta e magari lo compra un concorrente. Il rapporto si rompe e il vecchio fornitore “tiene in ostaggio” dominio e sito finché non paghi quello che dice lui. Lo sviluppatore sparisce, e per recuperare un dominio intestato a un altro servono mesi di procedure, se va bene.
In tutti i casi il danno non è solo tecnico: è il tuo indirizzo stampato sui biglietti, indicizzato da Google, salvato dai clienti. Ricostruirlo altrove significa ripartire da zero.
Come lo gestiamo insieme, senza che tu debba diventare tecnico
Il processo è semplice: apriamo l’account del registrar e dell’hosting con la tua email (30 minuti, una volta sola, ti guido io passo per passo), tu paghi direttamente i canoni annuali con la tua carta, e mi dai un accesso tecnico per lavorare. Fine. Le password restano tue, le fatture arrivano a te, e ogni rinnovo ti arriva in mailbox: nessun canone nascosto dentro la mia fattura.
Se non hai ancora il dominio, la scelta del nome è un lavoro a sé: ne ho scritto in scegliere il nome e il dominio del tuo brand, e come extra offro naming e dominio da USD 50. Tutti i prezzi, incluso questo, sono nella sezione prezzi.
Perché io lavoro solo così
Potrei intestarmi tutto e rendere più difficile andarsene: è un modello di business, molti lo usano. Preferisco l’opposto: il cliente resta perché il lavoro è buono, non perché è prigioniero. E c’è un vantaggio anche per te in trasparenza: sai esattamente quanto costano dominio e hosting (poco), invece di pagarli gonfiati dentro un “pacchetto tutto incluso”.
Domande frequenti
Il mio sito attuale è intestato all’agenzia: posso recuperarlo?
Sì, quasi sempre: si chiede il trasferimento del dominio con un codice di autorizzazione che l’intestatario deve fornire. Se collaborano, si fa in giorni; se no, esistono procedure di riassegnazione, più lente ma percorribili.
Quale estensione conviene: .it o .com?
Per un’attività che lavora in Italia, .it è la scelta naturale; se hai ambizioni internazionali, prendi anche il .com e punta tutto su uno dei due. L’importante è che entrambi siano a nome tuo.
L’hosting deve stare in Europa per il GDPR?
Non è obbligatorio, ma semplifica la vita: con server in Europa il trattamento dei dati resta nel perimetro UE e l’informativa è più lineare. Nei miei progetti per clienti italiani è la scelta che consiglio.
E se non voglio gestire proprio niente?
Con la manutenzione da USD 30 a 60 al mese seguo io rinnovi e scadenze, ma sempre su account tuoi. La differenza è chi fa il lavoro, non chi possiede le chiavi.
Se non sai a nome di chi è il tuo dominio, scoprirlo richiede due minuti e può risparmiarti un disastro. Scrivimi su WhatsApp: te lo verifico gratis, e per qualsiasi progetto hai prezzo e data per iscritto in 48 ore.